Un’altra storia della «Lepre e la Tartaruga»
Ognuna a modo suo
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Così inizia la storia
Vinca arriva alla spiaggia di corsa, con il secchiello che dondola su un lato. Corre sulla sabbia asciutta, su in alto, lontano dall’acqua. Lì c’è un sacco di spazio per correre e correre. Si ferma, sbuffa contenta e guarda tutta quella sabbia solo per sé.
Serena arriva senza nessuna fretta, passo dopo passo. Si sistema proprio in riva all’acqua, dove la sabbia è umida e morbida. Tocca la sabbia con una mano. Si lascia premere e mantiene la forma: perfetta per lavorare piano.
Scavando con le zampe, Vinca comincia ad ammucchiare sabbia. Va e viene senza sosta, su e giù, su e giù. Ogni corsa le piace più di quella prima. Il mucchio cresce verso il cielo, sempre più alto.
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Guida per le famiglie
💭 Di cosa parla questa storia?
Vinca è una lepre che adora correre, e Serena, una tartaruga paziente che lavora piano e con molta cura. Un pomeriggio in spiaggia, ciascuna costruisce a modo suo: Vinca, correndo, ammucchia una montagna altissima di sabbia asciutta, lontano dall’acqua, e Serena modella un bellissimo castello con la sabbia umida, proprio in riva. Ma la sabbia asciutta non si lascia modellare, e fino alla riva arrivano le onde: ciascuna si scontra con una difficoltà che il suo modo di fare non aveva previsto.
🧠 Che cosa impareranno i bambini?
- Che andare veloce o andare piano non è un difetto né un merito: ogni ritmo vale di per sé, non solo quando torna utile a qualcosa
- Che ciò che sembra un fallimento può essere la base di qualcosa di grande: a volte quello che «non è venuto» custodisce proprio ciò che serviva
- Che guardare il proprio inciampo con calma e curiosità, invece che solo con tristezza, permette di scoprire cose che nessun altro vede
- Che collaborare non significa che qualcuno cambi il suo modo di essere, ma che ciascuno porti quello in cui è bravo e che gli piace
- Che in un lavoro condiviso nessun contributo è «quello principale» e un altro «quello di aiuto»: entrambi sono ugualmente necessari
- Che la sabbia ha le sue regole: quella asciutta scivola via e non tiene la forma, e quella umida si lascia modellare — qualcosa che si può verificare con le mani su qualsiasi spiaggia
🤝 Come continuare questa conversazione?
- «C’è qualcosa che fai molto in fretta, e qualcosa che ti piace fare piano, con tutta calma, senza che nessuno ti metta fretta?»
- «Ti è mai capitato di fare qualcosa che non è venuto come volevi e che poi è servito per altro? Come te ne sei accorto?»
- «Quando fai qualcosa con un’altra persona, in quali cose sei tu ad aiutare meglio, e in quali cose preferisci che aiuti l’altro?»
- «Hai mai provato a stringere la sabbia asciutta e la sabbia bagnata tra le mani? Che cosa succede con ciascuna?» Questa domanda invita a verificare, in spiaggia o nella sabbiera, la stessa fisica che scoprono Vinca e Serena.
- «Vinca e Serena fanno le cose in modi molto diversi. Conosci qualcuno che fa qualcosa in un modo molto diverso dal tuo? Che cosa succede quando lo fate insieme?»
🎯 Approccio educativo
Questa storia conferma che ogni ritmo vale di per sé: correre è la gioia di Vinca e modellare con calma è quella di Serena, e nessuna delle due ha bisogno di cambiare il proprio modo di essere perché le cose vengano bene. Le scoperte della storia nascono dagli inciampi di entrambe, uno per ciascuna, così che nessuna fa la parte della «furba» né della «salvata»: tutte e due osservano, tutte e due imparano e tutte e due contribuiscono. La storia si appoggia inoltre sulla fisica reale della sabbia — quella asciutta non si compatta, quella umida sì —, così la prossima gita in spiaggia può diventare il miglior seguito di questo racconto.
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